FONTE: REPUBBLICA.IT – Roberto Nicastro, presidente delle quattro banche ponte nate dal salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti, guadagnerà in totale 400mila euro (120mila per Banca Marche e Banca Etruria, 80mila per Carife e Carichieti). Lo si apprende da fonti finanziarie. Gli emolumenti concessi a Nicastro corrispondono a circa un quarto della sua ultima remunerazione percepita come direttore generale di Unicredit. I nuovi vertici delle quattro banche costano complessivamente 2,4 milioni di euro. Ammontano infatti in media a 600.000 euro – da quanto si apprende – i compensi di un anno per i Cda e i collegi sindacali dei 4 istituti salvati dal decreto del governo. Nella somma è compreso lo ‘stipendio’ da 400.000 euro complessivi di NIcastro. Il presidente delle banche ripulite dai crediti deteriorati, nell’operazione che ha visto l’intervento del fondo di risoluzione finanziato dal sistema bancario italiano, ha un compenso (senza bonus o altre voci legate ai risultati) su base annua di 120.000 euro ciascuna per l’incarico al vertice di Banca Marche e di Banca Etruria e di 80.000 euro l’una per le più piccole Carife e Carichieti. Una prima parte del suo lavoro verrà presentato il prossimo 16 dicembre alla riunione del comitato esecutivo dell’Abi, che si terrà a Milano. Lo ha annunciato Antonio Patuelli, presidente Abi, spiegando che Nicastro sarà presente per “relazionare sull’andamento delle quattro nuove banche salvate”. Dopo aver incontrato Nicastro “il comitato esecutivo – ha spiegato Patuelli – incontrerà l’avvocato Moavero Milanesi, che è consulente dell’Abi per le questioni che riguardano il diritto comunitario, perché non siamo ancora rassegnati ad aver dovuto subire quelle disparità che un giorno fa il Parlamento europeo ha segnalato come censura alla commissione. Non siamo rassegnati”.
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